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Chei di Riclûs

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La gita sociale è andata.

Sono passati un pò di giorni dal nostro rientro e a mente fredda faccio una cronaca che vuol essere anche un resoconto.

Siamo partiti in perfetto orario da Racchiuso. Il nostro autista Mitja, è stato più che puntuale. Una fermata per prendere Orietta e via verso l’Alto Adige.

Il viaggio di andata, con una sosta per l’agognato caffè-cappuccino, è andato via tranquillo e poco dopo le 11.30, eravamo a Bolzano.

Un salto in hotel per un primo approccio e per lasciare i bagagli, poi dritti a pranzo. 

Siamo andati da “Spizzico - Prontopizza” per un veloce, ma soddisfacente menù modalità self-service.

Abbiamo pranzato in terrazza e complice anche la presenza del sole, siamo entrati subito in empatia con la città.

Abbiamo finito il pranzo con un pò di anticipo sulla tabella di marcia, ne abbiamo approfittato per partire un pò prima per l’attività “principale” della nostra gita: Fiasp autoprodotta-organizzata- svolta.

La nostra marcia aveva inizio dalla Pasticceria Acherer in via Leonardo da Vinci.

È stato difficile lasciare la pasticceria, ma il dovere…

Via allora verso la passeggiata del Gùncina. Bella e impegnativa. Siamo saliti e ridiscesi per un sentiero veramente bello a tratti spettacolare. Panorami, seppur pieni di “palazzoni”, suggestivi.

Alla fine del Gùncina, abbiamo anche “preso” qualche goccia di pioggia ma poco ci è importato visto che eravamo tutti proiettati verso la visita alla Cantina Heinrichshof Familie Oberrauch. La visita è consistita in un sopralluogo alle vigne, con assaggio di un paio di tipi di uve, seguito da un giro nelle cantine dove vengono prodotti i vini, per finire nella grande sala di degustazione, autentico fiore all’occhiello della famiglia. Qui abbiamo assaggiato 4 tipi diversi di vini e, mano a mano che gli assaggi procedevano, anche l’allegria aumentava.

Finita la visita e dato l’appuntamento al gestore per la consegna dei vini da noi acquistati, abbiamo ripreso la passeggiata. Complice il tempo che è corso via veloce, si è deciso di “tagliare”un pezzo della marcia e terminarla al “terzo” ristoro: al bar Fishbanke per l’aperitivo! Qui abbiamo aggiunto un pò di alcool ai nostri fisici e abbiamo ulteriormente aumentato il grado di allegria.

Al termine, tutti in albergo per poi prepararci alla cena.

Cena. Siamo stati da Batzen, birreria tipica di Bolzano. Ci aspettavano e siamo stati tutti soddisfatti della cena. Ottima anche la birra, da loro prodotta.

Finita la cena, ci siamo divisi a gruppetti. Chi è rientrato subito in albergo, chi invece ha fatto un giretto digestivo per la città. Ci ha dato la buonanotte una leggera pioggia che non ha disturbato più di tanto.

Domenica 24.

La giornata prende vita. Cominciamo ad occupare i tavolini per la colazione. Ci si scambia le prime impressioni, si fanno i programmi della giornata. La colazione è stata super: ottima e abbondante.

Arriva il gestore della cantina di ieri. Carichiamo i vini e i bagagli. Aspettiamo pazientemente la guida turistica. Puntuale alle nove, si presenta la signora Doris. Partiamo quindi per il giro turistico della città. Bolzano ha un bel centro storico, vivace e vivibile. La nostra guida ci porta a vedere palazzi, monumenti e piazze, dipanando dubbi che, vista la particolarità della città, da sempre attanagliano.

La visita finisce alle 11.00 davanti al museo archeologico. Salutiamo la guida e il gruppo si divide. 21 persone al Museo per Otzi, 7 in giro per Bolzano.

Qualche minuto di shopping prima del pranzo e poi via da Hopfen.

La trattoria è la più antica della città ed è molto frequentata. Mangiamo, chi prima chi dopo. Accumuliamo però un ritardo sulla tabella di marcia di circa un’ora. Questo, vedremo, inciderà sull’andamento della gita.

Un veloce conclave a 2, per stabilire se riusciamo o meno a mantenere la promessa di “regalare” il plus al gruppo: Merano. Siamo in 2 e abbiamo due idee diverse…. Anche questo, inciderà sul proseguimento della gita…

Nel frattempo il sole splende alto. Merano si regala a noi con fiori e colori stupendi. Il gruppo scatta foto, ammira il paesaggio e… è tempo di risalire sull’autobus.

Si parte destinazione casa.

Per lo strano, ma giusto, calcolo delle ore di guida, un lungo acquazzone, aree di sosta chiuse, facciamo sosta sull’autostrada senza arrivare ad un autogrill e soprattutto sforando con le ore di guida di Mitja.👿

La sosta, di 30 minuti, ci permette di fare uno spuntino con salumi, formaggio e vino che ci eravamo portati da Racchiuso, oltre a svuotare le vesciche.

Ripartiamo per Racchiuso dove poco dopo arriviamo e concludiamo la nostra trasferta. 

L’ultimo “pezzo” di gita, complice la “grossa” problematica del permettere al gruppo di andare in bagno, il non trovare un posto idoneo alla sosta, l’ascoltare le lamentele (a dir la verità, educate e garbate) e cercare di collimare con le esigenze-doveri dell’autista, è stata vissuta con un pò di nervosismo. Nessuno, ma davvero, è perfetto. Per l’aver scelto “la più antica trattoria” e per aver aggiunto il bonus di Merano, me ne assumo le colpe. Credevo di ben decidere, soprattutto per il secondo punto, invece dovevo lasciarmi convincere da chi aveva visto oltre. Una cosa però va detta: sbaglia o va incontro ad errori, solo chi fa: chi al momento della difficoltà è pronto a consigliare e a dare la soluzione giusta, dovrebbe partire ad organizzare tutto dall’inizio. Solo in questo modo, trovandosi poi di fronte agli imprevisti, può mettere mano al suo bagaglio di esperienza e decidere per il meglio…

Ma non finisce qui.

Avendo, il sottoscritto, dimenticato di portare il pane come aveva promesso, si era pensato di fare un convivio in sede. Possiamo organizzare una serata, magari fare una mini-mini passeggiata e poi invece di cenare a casa, mangiare qualcosa in sede.

Così votiamo la meta della prossima gita 😉

gas

seguirà galleria fotografica